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ISIPSè | Scuola di Psicoterapia in Psicologia Psicoanalitica del Sé e Psicoanalisi Relazionale ISIPSè | Scuola di Psicoterapia in Psicologia Psicoanalitica del Sé e Psicoanalisi Relazionale

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ISIPSè | Scuola di Psicoterapia in Psicologia Psicoanalitica del Sé e Psicoanalisi Relazionale

ISIPSè | Scuola di Psicoterapia in Psicologia Psicoanalitica del Sé e Psicoanalisi Relazionale

Direttore: Mariangela Tempestini

Decreto MIUR: Decreto del 2 Novembre 2005

Approccio teorico: Psicoanalitico

Telefono: 06.68802859 - Fax: 06.68802859

Sito web: http://www.isipse.it/

Indirizzo: Via Col Di Lana, 28 - Roma [visualizza mappa]

La scuola di psicoterapia ISIPSé si articola nei centri di Roma e Milano e ha l’obiettivo di formare psicoterapeuti specificamente orientati verso la Psicologia Psicoanalitica del Sé (nella tradizione kohutiana e negli sviluppi post kohutiani), la prospettiva Intersoggettiva (Stolorow, Atwood, Brandchaft, Orange), la teoria dei sistemi motivazionali di Lichtenberg. 

L’Istituto promuove inoltre lo studio approfondito dei modelli relazionali, nella tradizione delle opere di S. Michell, P. Bromberg, L. Aron, J. Benjamin e altri che per innovazione e profondità sono tra i più avanzati della Psicoanalisi Contemporanea.

La didattica prevede ogni anno incontri con autori della Psicologia del Sé e della Psicoanalisi Relazionale di rilevanza internazionale (Visiting Professor). 

 


Presentazione e indirizzo teorico

Le concezioni che ispirano il programma formativo della scuola derivano dall’intreccio dei diversi filoni di pensiero che si riconoscono nella psicoanalisi contemporanea. 

Si tratta di tre principali correnti teoriche: la Psicologia del Sé, da Kohut a Lichtenberg; il modello dell’intersoggettività di Stolorow, Atwood, Orange; la psicoanalisi relazionale, inaugurata da Mitchell, e portata avanti attualmente da Aron, Benjamin, Ipp, Slavin e molti altri.

Le premesse epistemologiche della psicoanalisi contemporanea sono l’esito di un processo di revisione delle concezioni di Freud, e ne costituiscono al tempo stesso uno sviluppo e una radicale rielaborazione. Esse possono brevemente ricondursi ai seguenti principi:

Il significato dell’empatia nella definizione del campo e dell’osservazione psicologica. “La presenza di un osservatore empatico e introspettivo definisce per principio il campo psicologico” (Kohut, 1980, p. 44). Da questa premessa deriva una riformulazione integrale degli obiettivi del trattamento: la subordinazione di una condizione di maggior benessere e accettazione di sé, alla “verità”, intesa come aumento della consapevolezza dei propri istinti e delle proprie difese, ormai considerata inaccettabile (Kohut, 1984, p. 206 e ss, Wolf, 1988 p. 91-92).

Il sé come motivazione centrale. La dinamica psichica risponde al bisogno fondamentale di preservare la coesione del sé che ne costituisce il principio di organizzazione centrale, non solo nelle fasi cruciali dello sviluppo ma in tutto l’arco della vita.

Il contributo della ricerca empirica allo studio degli affetti e dell’attività mentale conscia e inconscia: attaccamento, Infant-Research e neuroscienze. Con il lavoro di D. Stern (1985, 1995, 2000), quello di B. Beebe e F. Lachmann (2002) e di altri, la regolazione affettiva interpersonale come risultato sistemico di un contesto interattivo, è emersa in tutta la sua importanza ed ha influenzato in misura determinante vaste aree della clinica.

Il sé e i sistemi motivazionali secondo Lichtenberg, Lachmann e Fosshage. La nuova teoria della motivazione introdotta da Lichtenberg (1989) consolida il superamento della concezione pulsionale, e nell’ alternarsi dei cinque diversi sistemi motivazionali identifica al tempo stesso la formazione e la preservazione del senso del sé caratteristici di ogni singolo individuo.

La condivisione di una epistemologia sistemica come premessa di un dialogo tra diversi modelli di intervento. Nella condivisione di una concezione sistemica e relazionale della formazione e dello sviluppo della mente si trovano i presupposti epistemologici comuni a queste correnti della psicoanalisi come ai modelli di molte altre aree della psicologia del profondo e della psicologia clinica.

Le caratteristiche salienti dei modelli clinici di riferimento.

  • Centralità delle esperienze reali e delle loro rappresentazioni nello sviluppo della personalità e nella determinazione del disagio psichico con un nuovo profondo orientamento della clinica verso l’esperienza reale e le vicende che hanno connotato la storia dei pazienti secondo la tradizione clinica che si richiama a Ferenczi.

  • Caratteristiche della psicopatologia e innovazioni rispetto alla nosografia tradizionale. Con l’introduzione del sé come istanza sovraordinata, la psicopatologia, con le sue diverse manifestazioni affettive e comportamentali, è ricondotta in misura crescente all’angoscia di frammentazione. “L’essenza dell’angoscia di disintegrazione è l’anticipazione del crollo del sé, non la paura della pulsione” (Kohut, 1980, p. 103). L’integrazione della teoria dell’attaccamento nel modello teorico-clinico ha permesso di costruire una classificazione degli stili relazionali che integra la visione dei disturbi narcisistici propria della psicologia del sé.

  • Funzione dei processi di difesa.La lettura dell’angoscia come angoscia di frammentazione getta una luce interamente nuova sull’insieme dei meccanismi di difesa, la cui funzione non è più quella di difendere l’Io da pulsioni incontenibili, ma di salvaguardare una coesione del sé sufficiente alla sopravvivenza psichica del soggetto.

Approccio clinico e teorie della tecnica

  • Il valore dell’’ingaggio emotivo dell’analista rispetto alla tradizione della neutralità.

  • I principi fondamentali di una tecnica ‘amica’: a) la regolazione affettiva ottimale, ottenuta attraverso la creazione di una cornice amichevole e attendibile e un clima di sicurezza; b) l’applicazione sistematica della percezione empatica e il suo correlato, l’identificazione degli affetti che connotano le esperienze del paziente; c) la facilitazione della narrazione, basata sull’accettazione di ciò che il paziente intende esprimere; d) l’esplorazione e l’interpretazione intesi come processi condivisi, che si articolano in uno scambio sempre attento alla verifica e alla registrazione degli effetti di ogni intervento sullo stato del sé e sull’assetto emotivo del paziente.

Implicazioni del modello teorico-clinico sulla formazione

  • Stimolazione delle capacità di introspezione e di ascolto empatico; individuazione e analisi dei modelli impliciti nello svolgimento della funzione terapeutica.
  • Attenzione al livello di motivazione alla formazione e al grado di identificazione con il ruolo di terapeuta.
  • Sostegno alla legittimazione allo svolgimento dell’attività professionale.
  • Osservazione ed elaborazione degli effetti delle problematiche personali sulla relazione con i pazienti; esame delle loro possibili implicazioni sullo sviluppo dell’attività professionale. L’attività di formazione non può sostituirsi al percorso terapeutico individuale, che in questa cornice di riferimento risulta indispensabile.

 

Programma didattico e durata dei corsi

Il Corso di Specializzazione e' strutturato in 4 anni.
Le ore di didattica saranno distribuite su 20 incontri nell’arco dell’anno, che saranno articolati dal venerdì alla domenica per complessive 16 ore con una cadenza di circa un fine settimana ogni due.  A cui si aggiungono 4 ore settimanali di frequenza al tirocinio per complessive 180 ore annuali.
La programmazione generale delle attività didattiche prevede una distribuzione dell’orario annuale in circa 320 ore di didattica per:

a) Insegnamenti generali
b) Insegnamenti caratterizzanti
c) Insegnamenti teorico-clinici
d) Esercitazioni.

L’articolazione del programma didattico segue un indirizzo generale che suddivide il corso in due bienni, connotati da un orientamento prevalentemente teorico nel primo e da una focalizzazione sull’esperienza clinica nel secondo.

a) Insegnamenti generali: psicologia generale, psicopatologia, diagnostica clinica. I corsi saranno focalizzati sugli orientamenti scientifici e teorici e sui presupposti ermeneutici della psicoanalisi, con particolare attenzione alla teoria dell’attaccamento.

b) Insegnamenti caratterizzanti: quattro corsi di durata quadriennale, con un numero di 20 ore annuali per ciascun insegnamento, dedicati rispettivamente all’esame comparativo e storico dell’evoluzione del pensiero psicoanalitico e all’esposizione delle concezioni teoriche nelle aree principali della psicoanalisi contemporanea: psicologia del sé da Kohut a Lichtenberg; psicoanalisi relazionale e sue radici in Ferenczi, Fairbairn e Sullivan.

c) Insegnamenti teorico-clinici: illustrazione dei casi clinici desunti dalla letteratura per identificare i principi essenziali della clinica a partire da esemplificazioni specifiche.  

d) Esercitazioni: Supervisioni individuali e di gruppo. Inserimento e Tutoring e Assistenza finale tesi

Gli insegnamenti relativi agli aspetti clinici più rilevanti delle diverse correnti della psicoanalisi contemporanea saranno affiancati dai Seminari annuali (della durata di 8 ore) di alcuni docenti stranieri.
A questi incontri si aggiunge l’obbligo di frequenza alle Conferenze internazionali nelle quali si alterneranno, in qualità di Visiting Professor, i seguenti Autori della Psicologia del sé della Psicoanalisi Relazionale:

Neil ALTMAN (New York, USA)
Lewis ARON (New York, USA)
Anthony BASS (New York, USA)
Jessica BENJAMIN (New York, USA)
William COBURN (Los Angeles, USA)
Jody MESSLER DAVIES (New York, USA)
Samuel GERSON (San Francisco, USA)
Virginia GOLDNER (New York, USA)
Hazel IPP (Toronto, CANADA)
Steven KNOBLAUCH (New York, USA)
Frank LACHMANN (New York, USA)
Beatrice BEBEE
Joseph LICHTENBERG (Washington, USA)
Donna ORANGE (New York, USA)
Spyros ORFANOS (New York, USA)
Barbara PIZER (Boston, USA)
Stuart PIZER (Boston, USA)
Philip RINGSTROM (Los Angeles, USA)
Stephen SELIGMAN (San Francisco, USA)
Estelle SHANE (Los Angeles, USA)
Malcolm SLAVIN (Boston, USA)
Donnel STERN (New York, USA)
Robert STOLOROW (Los Angeles, USA)

Tirocinio 
La frequenza al tirocinio è di 4 ore settimanali – per 180 ore complessive l’anno - nelle quali è prevista la partecipazione alle attività del servizio, alle riunioni per la discussione e l'assegnazione dei casi. 
Dal secondo anno lo studente potrà prendere in carico situazioni cliniche con la supervisione dei tutor della struttura e con la supervisione dei didatti della scuola. 
Nelle strutture convenzionate sono presenti colleghi ISIPSé e alcuni docenti dei corsi.

Prove annuali ed esame finale di specializzazione
La frequenza ai corsi è obbligatoria. Per accedere agli anni successivi l’allievo deve frequentare le lezioni, superare le prove annuali e ottenere il parere favorevole dei docenti. Per sostenere gli esami è necessaria la frequenza dell'80% delle ore annuali previste per ogni materia. Alla fine di ogni annualità l’allievo deve presentare e discutere un elaborato teorico clinico che valorizzi i temi trattati negli insegnamenti dell’anno concluso.
Per l’esame finale di specializzazione, dopo aver superato tutti gli esami intermedi del quadriennio, l’allievo deve presentare un lavoro teorico clinico relativo a due casi seguiti in supervisione per un minimo di 30 ore ciascuno da due dei didatti Isipsé.

Requisiti per l'ammissione
Sono ammessi al Corso i laureati in Psicologia e in Medicina e Chirurgia iscritti ai rispettivi ordini professionali o che conseguiranno l'abilitazione entro la prima sessione utile..
Per richiedere l'iscrizione al Corso il candidato deve inviare al Presidente della Scuola:
  • domanda di iscrizione
  • certificato di laurea
  • curriculum scientifico-professionale

L'ammissione prevede che l'allievo abbia concluso, o abbia in corso, o inizi entro il primo anno (in quest’ultimo caso con psicoanalisti Isipsé), un trattamento psicoanalitico che alla sua conclusione dovrà comportare un numero di ore non inferiore alle 180 totali.

E’ inoltre indispensabile la conoscenza dell’inglese scritto e una buona familiarità con l’uso della posta elettronica.
Per essere ammessi a frequentare il corso quadriennale è necessario effettuare tre colloqui di valutazione – gratuiti - con docenti dell’Isipsé.

Sono ammessi un massimo di 20 allievi l’anno per la sede di Roma e un massimo di 10 allievi l’anno per la sede di Milano.

Quota di partecipazione
La retta della Scuola è di 3.600 euro l’anno pagabili in tre rate entro, rispettivamente, il 31 gennaio, 30 aprile e 31 luglio. Nella retta non è incluso il costo delle supervisioni individuali che avranno comunque un costo calmierato. Nella quota è inclusa la partecipazione agli incontri e convegni internazionali facenti parte del programma didattico e l’assicurazione per l’attività di tirocinio.

 

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